Il viaggio di Elia Capitolo III · Oltre il limite
Sesta Dimensione
«L'anima supera la bidimensionalità della tela per riscoprirsi essa stessa telaio, ordito e intero arazzo della realtà.»
- Anno
- 2026
- Tecnica
- Soft pastel su cartoncino
- Materiali
- multistrato su sei livelli, cartoncino, pastelli morbidi (soft pastel)
- Dimensioni
- 92 × 50 × 8 cm
Simbolismo della materia
- Sei Livelli Multistrato Sfalsati
- La scomposizione volumetrica della superficie in sei pannelli sporgenti che rompe il tempo lineare, concretizzando il collasso di passato, presente e futuro nell'eterno presente.
- Profilo Femminile e Aura Blu Cosmica
- L'archetipo dell'"oasi nel deserto", immerso in un magnetico silenzio ad occhi chiusi, simbolo di introspezione profonda e dimensione trascendente.
- Linee Sinuose Tridimensionali
- I collegamenti visivi tra i vari livelli sfalsati che trasformano la struttura in una vera e propria "cattedrale di frequenza".
- Soft Pastel su Cartoncino
- La morbidezza cromatica dei pastelli che dona sfumature suggestive ed evanescenti al flusso cosmico e spirituale dell'opera.
Dal racconto di Elia
«Gli dissero che lì passato, presente e futuro si erano uniti in un unico momento, lì tutto ciò che era stato e che sarebbe stato esisteva già... Ognuno di quei pochi abitanti era arrivato a una grande consapevolezza: loro non erano semplici fili, ma il telaio su cui venivano tessuti il destino e la realtà.»
Francesca Galasso
Lettura critica
In Sesta Dimensione, LARteVO accoglie un soggetto figurativo di riferimento e lo eleva attraverso una potente e originale intuizione strutturale. L’atto creativo non si limita alla rappresentazione, ma si compie nel gesto – interamente ideato dall’artista – di scomporre la superficie in sei pannelli materici sfalsati e sporgenti.
Questa frammentazione volumetrica rompe la continuità del tempo lineare per dare forma visiva al collasso di passato, presente e futuro in un unico “eterno presente”.
Il profilo femminile, colto in un magnetico silenzio ad occhi chiusi, emerge da un’aura blu cosmica che evoca l’“oasi nel deserto” descritta nel racconto di Francesca. Le linee sinuose che attraversano i blocchi collegano i diversi piani tridimensionali, trasformando l’opera in una vera e propria “cattedrale di frequenza”.
È proprio l’architettura dei sei livelli a dare corpo ai versi dell’autore anonimo: l’anima supera la bidimensionalità della tela per riscoprirsi essa stessa telaio, ordito e intero arazzo della realtà.
Visione narrativa
di Francesca Galasso
Un giorno, Elia raggiunse un luogo isolato dal resto del mondo e sconosciuto a molti: la Sesta Dimensione.
Appena arrivò, Elia iniziò a chiedere ai pochi abitanti informazioni su quel luogo. Gli dissero che lì passato, presente e futuro si erano uniti in un unico momento, lì tutto ciò che era stato e che sarebbe stato esisteva già. Lì il concetto di qui e ora era un concetto molto più tangibile rispetto al resto del mondo, poiché tutto coincideva in quell’istante.
Ognuno di quei pochi abitanti era arrivato a una grande consapevolezza: loro non erano semplici fili, ma il telaio su cui venivano tessuti il destino e la realtà.
Quel luogo era quasi disabitato, perché erano poche le persone che ci arrivavano, e ancora meno quelle che capivano dove si trovassero. Elia lo paragonò quasi a un’oasi nel deserto, eterna e immortale nel suo essere unica, raggiunta e capita da pochi.
Vagò in quel luogo per un tempo che gli sembrò molto lungo, ma mentre si allontanava capì che quella sarebbe stata l’ultima tappa del suo viaggio. Tornato a casa sua, raccontò di quel posto pazzesco ad Alma e alla loro figlioletta, per aiutare anche loro a raggiungerlo. Così ogni tanto tornò in quel luogo per conoscere le poche nuove persone che ci erano arrivate, spesso portando lui stesso nuove conoscenze, e insieme speravano che sempre più individui raggiungessero e capissero quel luogo misterioso avvolto da un incomprensibile stato di magia.